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giovedì 12 luglio 2012

Soppressione delle Province: le ennesime vittime di questa sciagurata politica

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Vitulazio
E SONO DELLA PROVINCIA DI CASERTA!!!

LA MANOVRA: In questi giorni tanto si sta parlando di "spending review", ovvero, in parole povere, il taglio della spesa pubblica. L'Italia verte in un clima di crisi, come purtroppo molti Paesi dell'Eurozona. Per carità, sono sacrifici che dobbiamo fare tutti noi italiani, ma la polemica scaturisce dal contesto che ne deriva.
E' un taglio alla spesa, ok, ma molto discriminatoria.
1) o le sopprimiamo tutte, o nessuna.
2) il problema da risolvere nella situazione italiana è la mancanza di crescita, non il taglio ai servizi al cittadino;
3) se c'è da tagliare qualcosa, i politici dovrebbero tagliare principalmente i loro stipendi, le relative indennità, i finanziamenti ai partiti ed ai giornali, ridurre le pensioni d'oro, gli stipendi megagalattici di alcuni faccendieri di Stato. Ma tanto, in Italia soprattutto, chi ha il potere economico e politico, sa bene dove tagliare e non lo fa certamente nel proprio portafogli.
LE CONSEGUENZE TERRITORIALI: con la soppressione della Provincia, di conseguenza il territorio sarebbe privato di Prefettura, Questura, Comando Provinciale dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, Agenzia delle Entrate, Catasto e Conservatoria dei Registri Immobiliari, Direzione Provinciale del Lavoro, Corpo Forestale dello Stato, Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, Motorizzazione Civile e PRA, Camera di Commercio, e verosimilmente in un prossimo futuro anche il Tribunale (hanno iniziato con le sedi distaccate di Caserta e Aversa, ma ciò non toglie che non possano farlo anche con quello di Santa Maria Capua Vetere) ed infine tutti gli ordini e collegi professionali provinciali.
GLI UTILI IDIOTI E LE CONSEGUENZE A LUNGO TERMINE: in tutto questo, paradossalmente, c'è anche chi esulta. C'è gente di alcuni Comuni che auspica di gran cuore la soppressione della Provincia. Gente che vive la propria esistenza professandosi orgogliosamente "senza Provincia". Forse queste persone non hanno capito che la soppressione delle Province NON è una loro vittoria. Adesso esultano per dar sfogo alla loro frustrazione repressa nel poter potenzialmente diventare cittadini "indipendenti" dalla Provincia; ma bisogna vedere il lato girato della medaglia:
uno Stato che deve fronteggiare delle spese, e NON è in grado di concepire la crescita del Paese, ripiega sulla via più facile: il taglio delle spese. Roba che è capace anche il più ignorante dei cittadini, non c'era certo bisogno di un Governo "tecnico", professori che hanno studiato e che dovrebbero avere la soluzione in tasca.
Ecco il primo passo: tagliare le Province, spingendo allo stesso tempo il popolo a fare questo ragionamento maccheronico: sapete quanto risparmiamo tra seggi dei consiglieri provinciali e stipendi degli impiegati? Chissenefrega se poi molti servizi verranno demandati a Comuni e Regioni, o peggio ancora, se il cittadino, per usufruire di determinati servizi, dovrà spostarsi di qualche centinaia di chilometri in più, nella "nuova Provincia" che incorporerebbe.
Il problema dell'Italia, magari, verrà risolto nel breve periodo. Ma poi? Le spese si ripresenteranno sempre. E siccome lo Stato non sarà ancora in grado di uscire dalla crisi promuovendo la crescita, ecco che escogiterà qualche altra manovrina impopolare: l'aumento dell'Iva.
E così via con questa mentalità suicida: le spese si ripresenteranno sempre. E siccome lo Stato non sarà in grado di uscire dalla crisi progettando una crescita forte e costante, ecco che si sbizzariranno nei modi più fantasiosi:
faranno tagli ingenti alla sanità pubblica: sapete quanto risparmiamo con la chiusura degli ospedali e col taglio degli stipendi ai medici? Chissenefrega se in futuro li chiuderanno tutti, e il punto più vicino sarà il Cardarelli di Napoli;
faranno tagli ingenti all'istruzione pubblica: sapete quanto risparmiamo con la chiusura delle scuole e col taglio degli stipendi agli insegnanti? Chissenefrega se in futuro le chiuderanno tutte meno una, costringendo magari 20.000 studenti ogni anno a riunirsi tutti insieme nella stessa scuola, ammassati l'uno sull'altro;
faranno tagli ingenti alla Pubblica Sicurezza: sapete quanto risparmiamo con la chiusura delle caserme e col taglio degli stipendi alle Forze dell'Ordine? Chissenefrega se in futuro le chiuderanno tutte, così la prossima denuncia ai Carabinieri la dovremo fare al Comando di Fuorigrotta.
LA PROTESTA: venerdì 13 luglio alle ore 9.30, il consiglio provinciale si riunirà per opporsi al decreto legge 95/012, che ha previsto l'abolizione o l'accorpamento delle Province. I capigruppo all'unanimità hanno deciso di celebrare un consiglio provinciale aperto ai parlamentari e ai consiglieri regionali casertani per coordinare un'azione politica e opporsi a questa decisione.
IDENTITA': è vero che la popolazione del territorio non è omogenea (ci sono discendenze longobarde nel casertano, normanne nel basso casertano, fenici/romane nell'alto casertano, aragonesi etc...), ma questo regione storico-geografica ha ormai quasi 200 anni (prima Liburia, poi Terra di lavoro), molti si riconoscono in questa identità, ed è giusto difenderla e mantenerla in vita.
I CASERTANI APPARTENGONO ALLA PROVINCIA DI CASERTA!!!
E BASTA!!!
Emiliano

9 commenti:

  1. Vi faccio vedere che la Provincia di Caserta non la faranno sparire, per il semplice ed unico motivo che altrimenti De Magistris non saprebbe dove scaricare i rifiuti dei suoi concittadini.

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  2. Il club rossoblù ha presentato la domanda

    Serie D - 12/07/2012 13:14

    La Casertana si è iscritta al campionato di serie D. A presentare la documentazione è stato il segretario Landolfi e il presidente del club rossoblù resterà Varrazzo. Manca la fideiussione, ma c’è tempo per presentarla, fino alle 19. Svolta positiva, quindi, dopo la grande paura delle ultime ore, quando si era materializzato il fantasma di un altro fallimento. Il club, però, stando alle ultime dichiarazioni del massimo dirigente, resta in vendita e si cercano acquirenti che possano risolvere la crisi societaria. Da stasera, però, bisognerà iniziare a pensare all’organizzazione.


    ps. la provincia di Caserta non avrà nessun ridimensionamento...
    una provincia che conta quasi 930.000 abitanti suddivisi in 104 comuni e rientra tra le prime venti dello stivale è di fatto intoccabile.
    Prima di mettere mani su di noi devono pensare a tante altre piccole province che non hanno i requisiti previsti dal decreto.

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    1. Il segretario si chiama Carmine LandolfO, non Landolfi.

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  3. Enrico since190812 luglio 2012 15:41

    L'anno scorso era stato paventato il rischio, perché come parametro era stata presa la popolazione: dovevano sparire le Province meno popolate (certo non noi).
    Quest'anno hanno invertito le cose: hanno pensato bene di prendere come parametro di riferimento solo la superficie, eliminando quelle sotto i 3.000 Km2; ma a questo punto sparirebbero anche le Province di Avellino e Benevento?
    A questo punto, come dice quello che ha scritto il commento prima di me, non si può sopprimere una Provincia di poco al di sotto dei 3.000 Km2 prefissati, ma con 930.000 abitanti, e magari confermare quelle Province di 301.000 Km2, ma con meno di 300.000 abitanti

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  4. Io ho letto un articolo dove dicono che la soppressione delle Province costerebbe 444 milioni di euro di spesa aggiuntiva.
    In pratica quei 61.000 lavoratori attualmente alle dipendenze delle amministrazioni provinciali verrebbero riassorbiti da Comuni e Regioni.
    E chi lavora alla Regione, avrà un adeguamento sullo stipendio, dato che chi lavora in Regione percepisce una paga base più alta.

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  5. Aspita, stanno tutti 'sti Comuni? Molti non li avevo mai neanche sentiti.

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  6. Member: Provincia di Caserta12 luglio 2012 17:35

    Non preoccupatevi, che come sono attaccati alle poltrone Zinzi & co., la Provincia non si tocca.
    Quando si trattava di chiedere alle acque Lete e Ferrarelle di sponsorizzare Casertana e Juvecaerta, hanno hatto richiesta formale e cordiale.
    Vedete domani come cacceranno gli artigli a chi vuole sottrar loro l'osso.

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  7. Frecciarossa-blu20 luglio 2012 14:41

    Le Province, ha stabilito il Consiglio dei Ministri, dovranno avere almeno 350mila abitanti ed estendersi su una superficie territoriale non inferiore ai 2.500 chilometri quadrati.
    Rispettiamo entrambi i parametri.

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  8. Ma magari sopprimessero la provincia di Caserta , sarebbe piu' facile amministrare l'area fra Napoli e il Garigliano ,non piu' due citta' capoluogo(Napoli e Caserta ) ,ma una solo capoluogo di nome Napoli .
    Ne ho abbastanza di quel casino chiamato PROVINCIA DI CASERTA voluta da Umberto I di Savoia nel 1945 e dai casertani

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